10 luglio 2017

Avremo sempre Parigi

L'ho vista tardi la prima volta, avrò avuto ventidue anni. Mi ha folgorata, come se avessi finalmente trovato la mia città, l'unica città in cui mi piacerebbe vivere. (Sono un tipo campagnolo)
Da allora ci sarò tornata una ventina di volte almeno e sempre scoprendone un pezzetto in più, un nuovo piccolo negozio, un nuovo parco, una nuova piazza. Vogliamo parlare della Place Dauphine? È li che nei miei sogni impossibili vorrei abitare,  se potessi mollerei tutto in un attimo e ci andrei. Parigi è vicina, da tutto il mondo la si raggiunge con facilità e di sicuro avrei una bella stanza in più per gli amici!
L'amo in modo incondizionato, con la pioggia, la neve, in autunno, in primavera, sempre. C'è da dire che io sono un po' un caso particolare perché amo anche i parigini, notoriamente piuttosto antipatici, e devo dire che solitamente loro amano me.
C'è un bellissimo blog di un'acquerellista americana che fa dei reportage dalla città quasi quotidianamente, si chiama Carol Gillot, in questo momento è in Bretagna, ma solitamente invece è a Parigi e mi tiene sempre aggiornata! Ha un occhio attento e curioso, è allegra ed entusiasta, un vero piacere seguirla.
Ma tant'è, potrei arrivare a sfinirvi parlando di Parigi ed invece è di un libro piacevolissimo che vorrei parlarvi, l'ultimo della Dandini, si intitola "Avremo sempre Parigi".
Ed è vero, ci sarà sempre, nonostante tutto, e sarà li per tutti quelli che la amano, a farsi amare anche da lontano.
Ne leggo un capitolo ogni mattina, sotto l'acero sorseggio il caffè, spio la canicola infernale che si insinua dovunque e me lo godo proprio, con tutti i suoi aneddoti, le sue curiosità, le sue segnalazioni. Tengo anche una matita in mano e sottolineo ed evidenzio, per il prossimo, chissà quando, futuro viaggio.
Tra l'altro ho scoperto che anche Simone Signoret e Ives Montand abitavano in place Dauphine!



31 maggio 2017

Nel Guscio

Un feto prossimo alla nascita, stretto stretto a testa in giù nel guscio materno, che spia il mondo ed ascolta, impaziente di conoscerlo. Ed ascolta la trama di un complotto ordito ai danni del padre niente di meno che da sua madre e del di lei amante, lo zio gretto ed avido: ecco, credetemi, una trama che non fa per me.

Ed invece, Ian McEwan non si smentisce mai e crea un racconto bellissimo, un divertissement a metà tra la suspence ed il filosofico-politico. Bellissimo e divertente, non riesci a staccartene e l'intelligenza della scrittura va di pari passo con la ricchezza del vocabolario. Un grande scrittore che non perde un colpo, che bello!
Consigliatissimo!

19 maggio 2017

Lavori

Noi compulsive dello sferruzzo siamo instancabili ed inarrestabili, si sa.
Siamo un po' più pigre a fotografare il lavoro terminato a volte. Personalmente, credo di non aver più fotografato da circa un anno e così la mia pagina progetti su Ravelry piange! E dire che di cose ne sono scese dai ferri durante l'inverno, realizzate per me e per le mie amiche, eppure, niente, neanche una fotina decente.
Qualche pomeriggio fa ho vinto la poca voglia e ho fatto qualche scatto, due scialli ed un capo di Brooklyn Tweed che risale a più di un anno fa e che mi piace veramente tanto tanto.

Capella di Isabell Kraemer


Pente di Carol Ferrel



Caledonia di Kirsten Kapur

Fotograferò gli altri prima o poi...










1 maggio 2017

La Saga dei Cazelet

I Cazalet sono una grande famiglia alto borghese. Tre fratelli, tre mogli, un patriarca, sua moglie, la nonna, due vecchie zie svanite e polverose, tanti bambini, la servitù, la tenuta nel Surrey dove tutti trascorrono le vacanze estive durante l'estate che precede lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale.
E dove poi rimangono quasi tutti per sfuggire ai bombardamenti su Londra.
E sarà che adoro le saghe famigliari, i racconti delle vite che si dipanano nel tempo, ma questi volumi li ho letti proprio volentieri.
Per ora sono tre, poi saranno quattro perché il 20 di aprile è uscito il quarto e poi per finire cinque, quando Fazi Editore pubblicherà il finale.
Intendiamoci, non sono un capolavoro memorabile, ma sono assolutamente gradevoli ed i personaggi, soprattutto quelli femminili ti entrano nell'anima e non si può fare a meno di sapere come tutti, poi, andranno a finire.  Che è poi quello che mi piace della vita, quella reale, vedere come le nostre vite vanno a finire.
Ci penso spesso, anche alla mia, e devo dire che la cosa mi inquieta un po', specialmente quando non sono di buon umore e vedo il mondo ed il destino a tinte fosche. La malinconia è uno stato d'animo che mi corrisponde spesso e volentieri purtroppo...
In ogni caso è una lettura piacevole, a volte un po' lenta, ma mai noiosa, i personaggi, specialmente le  ragazze che diventano adulte durante la guerra e si ritrovano a vivere una nuova età in un mondo confuso ed instabile sono ben delineate con i loro timori e le loro ansie per il futuro.
Sono romanzi intelligenti, ironici, rendono bene un momento storico molto particolare in cui si ha la netta sensazione che il mondo sia radicalmente cambiato e che nulla sarà più come prima.

Lettura consigliata quindi, se vi piace il genere!

5 aprile 2017

Il Tallone Boomerang

Come ben sa chi mi legge, ho una vera passione per i calzini che si fanno da sé, non importa se si iniziano dalla punta del piede o dal bordo superiore, l'importante è che non si debba praticamente contare mai e che vengano belli, comodi, il più possibile simili a quelli che si acquistano.
E poi devono essere facilmente personalizzabili, righe, trecce disegni, buchini, tutto molto easy...
Va da sé che poi alla fine scelgo quasi sempre di farli al massimo a coste!
Una delle tante possibilità è il tallone Boomerang che è facilissimo da fare e secondo me viene molto bene. Basta avere sulla metà delle maglie lavorate un numero di maglie divisibili per tre più o meno. Se per esempio avete 30 maglie, allora chiaramente sarà 10+10+10 e il tallone si svilupperà intorno alle 10 centrali. Se però magari volete un tallone più profondo allora dividerete 11+8+11.
Semplice no?
Ecco il tallone, niente male vero?
In inglese lo trovate con il nome di "German Short Row Heel" perché richiede i ferri accorciati alla tedesca che sono a mio modesto parere i più comodi da eseguire e forniscono un risultato veramente eccellente senza mai lasciare buchi orrendi.
La rete è piena di magnifici tutorial per imparare, personalmente ho usato questo della bravissima Suzanne Bryan, è chiarissimo ed anche se non si sa l'inglese basta guardare ed il gioco è fatto:
Fatti i primi, per il figliolo dai lunghi piedi dalle lunghe gambe, con un filato un po' più spesso del solito e con dei ferri n°3 perché poi tanto lui li usa solo in casa al posto delle pantofole che non sa cosa siano, piena di entusiasmo ho riciclato gli avanzi e ne ho messi su un altro paio, ecco qua il primo.

Beh, che dire, non abbiamo più scuse, calzini a gogò, come se piovessero...

2 aprile 2017

Un'altra torta di mele

Mi sono appena accorta che anche il post precedente parla di mele! Sarà perché le adoro, in tutte le forme e versioni. Specialmente quelle acidule, quelle troppo dolci come le Royal Gala o le Pink Lady mi annoiano e mai riuscirei ad utilizzarle per un dolce. Anche i dolci troppo dolci mi annoiano e mi nauseano...
La torta che vi voglio proporre oggi è deliziosa, ha tanto limone e prevede delle belle mele renette, molto acidule. Servono:
125 gr di burro
100 gr di zucchero di canna
2 uova
200 gr di farina
1/2 bustina di lievito
4 o 5 mele renette non tanto grosse
mandorle pelate
confettura di albicocche
il succo e la scorza di un limone bio

Accendere il forno a 180°.
Come prima cosa, pelare le mele ed affettarle sottili irrorandole generosamente con il succo del limone. In una ciotola montare il burro a temperatura ambiente con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata. Aggiungere le uova, una per volta, la farina e per ultimo il lievito in polvere.
Mescolare un terzo delle mele all'impasto e versarlo quindi in una tortiera di 20 cm di diametro rivestita con la carta da forno. Livellare il composto e poi aggiungere le mele rimanenti, fettina per fettina, facendole penetrare un po' nell'impasto e creando dei cerchi concentrici. Deve essere carina da vedere.
Aggiungere delle mandorle tra le mele e spennellare la superficie con la confettura di albicocche.
In forno ventilato, per 45 minuti circa.
Buon appetito!

7 marzo 2017

Deliziose mele

Ecco un modo per preparare delle mele perfette per il fine pasto, un modo veloce e decisamente light per concludere una cena.
Occorrono:
5 mele Golden Delicious non troppo mature
succo di limone
zucchero di canna
miscela di cinque spezie
Per prima cosa si fodera un piatto da forno con la carta, poi veloci veloci si pelano le mele, si toglie il torsolo e si affettano belle spesse.
Si dispongono nel piatto, magari in tondo ed un po' accavallate, si spruzzano con il succo del limone per non farle ossidare,
poi si cospargono con abbondante zucchero di canna ed una bella spruzzata di miscela di spezie.
Se non avete le spezie, potete usare della semplice cannella.
Personalmente  uso una miscela francese veramente molto buona, ben equilibrata e profumatissima, la si può anche ordinare senza per forza andare fino a Saint Rémy!
In forno  in alto per una quindicina di minuti a 200°, poi 5 minuti sotto al grill, date una controllata, devono essere caramellate, appena appena abbrustolite, non bruciate!
Sono deliziose mangiate tiepide e se non volete essere troppo light, accompagnate da una pallina di gelato alla crema.
Provare per credere!
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23 febbraio 2017

Zuppa di fine inverno

Ci siamo quasi alla primavera! Abbiamo avuto alcune dolcissime calde giornate che per un pochino ci hanno fatto illudere. Poi è arrivata una nebbia umida e spessissima, da anni che non se ne vedeva più di una nebbia così. Quale migliore occasione per coccolarsi ancora una volta con una deliziosa e profumata zuppa?
Ingredienti:
400 g di zucca
1 costa di sedano, 1 carota, 1 patata
150 g di lenticchie rosse decorticate
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di curry
1 dado vegetale
sale q.b.

Fate tutto a tocchetti, ricoprite d'acqua in modo che ce ne siano solo quattro cm sopra le verdure, portate a bollore, poi cuocere coperto a fuoco lento per una ventina di minuti.
Frullino ad immersione ed ecco qua, cremosa, saporita, senza un filo di grasso una meravigliosa zuccazuppa!
Buon appetito.